Calcolo degli incentivi per una stufa a pellet nel 2026

INCENTIVI 2026

Incentivi stufe a pellet 2026: tutti i bonus e come sceglierli

Conto Termico, detrazioni fiscali e bandi regionali: quanto valgono, per chi sono e quale conviene davvero.

Nel 2026 puoi finanziare la tua stufa a pellet con tre incentivi principali: il Conto Termico 3.0 (contributo a fondo perduto fino al 65%, erogato dal GSE), la detrazione fiscale del 50% (Bonus Ristrutturazioni) e i bandi regionali (fino al 100% della spesa). Non sono cumulabili tra loro sulla stessa spesa e sono riservati a stufe certificate 5 stelle installate in sostituzione di un vecchio impianto.

Installare una stufa a pellet nel 2026 può costare molto meno di quanto immagini. Tra contributi statali e bandi regionali, una parte importante della spesa può tornarti indietro — a patto di scegliere l’incentivo giusto e rispettare i requisiti. Il problema è che i meccanismi sono diversi, con regole, tempi e importi differenti: quello che conviene al tuo vicino potrebbe non essere il migliore per te. Questa guida mette ordine: quali incentivi esistono, quanto valgono e, soprattutto, quale conviene nella tua situazione.

Quali incentivi per le stufe a pellet nel 2026: panoramica

Gli aiuti si dividono in due grandi famiglie: gli incentivi nazionali (Conto Termico e detrazioni fiscali), validi in tutta Italia, e i bandi regionali, attivati dalle singole Regioni con fondi e scadenze propri. Ecco il quadro d’insieme.

Se stai ancora scegliendo il modello, parti dalla guida completa alle stufe a pellet per capire quale fa al caso tuo.

IncentivoCoperturaA chi si rivolgeTempi
Conto Termico 3.0Fino al 65% (a fondo perduto)Privati e imprese, in sostituzioneContributo diretto, ~60–90 giorni
Detrazione 50% (Bonus Ristrutturazioni)50% abitazione principale · 36% altri immobiliChi ha capienza fiscale IRPEFRecupero in 10 anni
Bandi regionaliFino al 100% della spesaResidenti nelle Regioni con bando attivoVariabile, a esaurimento fondi

Dati aggiornati a luglio 2026. Importi e scadenze vanno sempre verificati sui portali ufficiali GSE, Agenzia delle Entrate e della tua Regione.

Vivi in Veneto? Vedi i bandi e incentivi per le stufe a pellet in Veneto.

Conto Termico 3.0: contributo diretto fino al 65%

Il Conto Termico è il meccanismo più interessante per chi installa una stufa a pellet in sostituzione di un vecchio generatore. È un contributo a fondo perduto — non una detrazione — erogato dal GSE e versato direttamente sul conto corrente. Copre fino al 65% della spesa ammissibile e, quando l’importo è contenuto, arriva in tempi rapidi (indicativamente entro 60–90 giorni dalla domanda). L’importo esatto lo calcola il GSE in base alla potenza dell’apparecchio, alla zona climatica e alle prestazioni ambientali.

Come funziona il Conto Termico per le stufe a pellet →

Detrazione fiscale: Bonus Ristrutturazioni ed Ecobonus al 50%

In alternativa al Conto Termico puoi recuperare parte della spesa tramite la detrazione fiscale. Con il Bonus Ristrutturazioni la detrazione è del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, con un massimale di 96.000 € per unità immobiliare, prorogata fino al 31 dicembre 2026. Dal 2026 anche l’Ecobonus per i generatori a biomassa è allineato a queste aliquote. La detrazione si recupera in 10 rate annuali nella dichiarazione dei redditi: conviene quindi solo se hai una capienza fiscale (IRPEF) sufficiente per assorbirla negli anni.

Tutti i dettagli su aliquote, tetti di spesa e procedura nella guida alla detrazione fiscale per la stufa a pellet.

Bandi regionali: gli incentivi cumulabili fino al 100%

Molte Regioni — soprattutto quelle della Pianura Padana, dove la qualità dell’aria impone il ricambio dei vecchi impianti — pubblicano bandi per sostituire generatori inquinanti (classe ambientale ≤ 3 stelle) con stufe a pellet 4 o 5 stelle. Sono contributi che possono coprire fino al 100% della spesa e che, in diversi casi, si cumulano con il Conto Termico. Attenzione però: i fondi sono limitati e le domande si chiudono a esaurimento, quindi la tempistica è decisiva.


Conto Termico, detrazione o bando: quale conviene

Non esiste l’incentivo migliore in assoluto: dipende dalla tua situazione. Ecco la logica di scelta.

  • Scegli il Conto Termico se stai sostituendo un vecchio impianto e vuoi un rimborso rapido e a fondo perduto, senza dover contare sulla capienza fiscale.
  • Scegli la detrazione fiscale se non hai un vecchio generatore da rottamare o se preferisci recuperare la spesa gradualmente in dichiarazione dei redditi (avendo IRPEF sufficiente).
  • Punta sul bando regionale se la tua Regione ne ha uno attivo: è la copertura più alta e spesso si somma al Conto Termico — ma va richiesto in fretta.

Si possono cumulare gli incentivi?

La regola di base è semplice: i due incentivi nazionali non si cumulano tra loro sulla stessa spesa. Per un’unica installazione scegli il Conto Termico oppure la detrazione fiscale, non entrambi. Il bando regionale, invece, può in molti casi sommarsi al Conto Termico, purché il totale dei contributi non superi il 100% della spesa sostenuta. Poiché le regole cambiano da un bando all’altro, prima di presentare le domande conviene farsi affiancare da un installatore che gestisce abitualmente queste pratiche.

Requisiti: quali stufe a pellet danno diritto agli incentivi

Certificazione 5 stelle e rendimento

Per accedere alla maggior parte degli incentivi la stufa deve avere la certificazione ambientale a 5 stelle e un rendimento elevato (in genere superiore all’85%), oltre alla dichiarazione di conformità richiesta dal meccanismo scelto. Sono requisiti che i modelli di fascia media e alta rispettano quasi sempre: è comunque bene verificarlo prima dell’acquisto.

Scopri come funziona l’installazione di una stufa a pellet a norma, requisito indispensabile per ottenere i contributi.

Per accedere agli incentivi l’impianto deve essere realizzato da un installatore certificato, l’unico che rilascia la dichiarazione di conformita necessaria.

L’obbligo di sostituzione del vecchio impianto

Conto Termico e bandi regionali richiedono la sostituzione di un generatore di calore esistente (una vecchia stufa, un caminetto aperto o, dal 2026, anche una caldaia a gas) con il nuovo apparecchio a pellet. La detrazione fiscale, invece, è più flessibile e non impone necessariamente una rottamazione.

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Domande frequenti sugli incentivi stufe a pellet

Quali stufe a pellet danno diritto agli incentivi nel 2026?

In generale le stufe con certificazione ambientale a 5 stelle e rendimento elevato, dotate della dichiarazione di conformità prevista dall’incentivo scelto. I requisiti precisi variano tra Conto Termico, detrazione e singoli bandi regionali.

Il Conto Termico è cumulabile con la detrazione fiscale?

No: sulla stessa spesa devi scegliere uno dei due. Il Conto Termico può però cumularsi con molti bandi regionali, entro il limite del 100% della spesa sostenuta.

In quanto tempo si ricevono i soldi del Conto Termico?

Per gli importi contenuti il contributo viene erogato in un’unica soluzione, indicativamente entro 60–90 giorni dalla domanda al GSE. Per importi più alti l’erogazione avviene in rate annuali.

Posso avere gli incentivi se non ho un vecchio impianto da sostituire?

Il Conto Termico e i bandi richiedono la sostituzione di un generatore esistente. Se non hai nulla da rottamare, la strada più adatta è di norma la detrazione fiscale, che non impone la sostituzione.

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